Quel lieve pizzico rimane ai più sconosciuto,
se non a chi ha aperto il cuore all’ignoto.
Quel presunto innocuo senso di stizza,
trapassa il cuore con la lama della tristezza.
Si fa largo tra i meandri di un’anima di sabbia,
per trasformarsi presto in maligna rabbia.
Poi muta forma, si gonfia come una palla,
e alle budella si incolla.
Solo il povero, in tempo, lo riconosce e lo usa,
lo modella, l’accoglie e lo dosa.
Mai permette al mortifero veleno,
di bruciare tutto in un baleno.
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